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Francesco Stabile

CIMITERO NATURALE

La natura crea e distrugge in continuazione; a volte per mezzo del fuoco, della lava, tramite l’acqua  o con il movimento delle zolle terrestri, oppure con il VENTO.
Il vento ha la capacità di agitare mari, sradicare intere abitazioni e abbattere lunghe distese di foreste.
Il mio approccio al tema prende in considerazione lo sradicamento degli alberi causato dal passaggio del vento nelle zone montuose.
Come artista di riferimento,in relazione al disegno, ho scelto Vija Celmins, della quale riporto una frase che racchiude la poetica del suo percorso artistico:

«Quello che mi interessa  è trasformare un’immagine in un quadro e renderla viva… Non intendo raccontare storie, ma tentare di esprimere l’inesprimibile».

Nel mio elaborato il vento non è visibile, ma la sua azione distruttiva viene fatta percepire dall’enorme quantità di alberi distesi lungo il terreno, con le radici ormai non più fissate all’interno del suolo.
In questo senso si può concepire questa situazione come un vero e proprio omicidio della natura per mano della natura stessa, dove il vento è massimo interprete.

Tecnica: grafite su carta.

Dimensione: 50×70 cm.

Francesco Stabile

CIMITERO NATURALE

La natura crea e distrugge in continuazione; a volte per mezzo del fuoco, della lava, tramite l’acqua  o con il movimento delle zolle terrestri, oppure con il VENTO.
Il vento ha la capacità di agitare mari, sradicare intere abitazioni e abbattere lunghe distese di foreste.
Il mio approccio al tema prende in considerazione lo sradicamento degli alberi causato dal passaggio del vento nelle zone montuose.
Come artista di riferimento,in relazione al disegno, ho scelto Vija Celmins, della quale riporto una frase che racchiude la poetica del suo percorso artistico:

«Quello che mi interessa  è trasformare un’immagine in un quadro e renderla viva… Non intendo raccontare storie, ma tentare di esprimere l’inesprimibile».

Nel mio elaborato il vento non è visibile, ma la sua azione distruttiva viene fatta percepire dall’enorme quantità di alberi distesi lungo il terreno, con le radici ormai non più fissate all’interno del suolo.
In questo senso si può concepire questa situazione come un vero e proprio omicidio della natura per mano della natura stessa, dove il vento è massimo interprete. 

Tecnica: grafite su carta.

Dimensione: 50×70 cm.